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Vendi i tuoi bottini, indica i problemi principali durante le vari fasi commerciali .
Admin |
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Sò che un tartufaio può vendere i propri tartufi . Ma vi chiedo, li può vendere senza "scontrino fiscale o fattura ecc," praticamente a nero? E se non può , come si deve attrezzare per venderli con regolare ricevuta? Salutoni Simone
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| Re: Con o senza scontrino!! |
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Le ultime disposizioni di legge ammettono la vendita al tartufaio occasionale o dilettante dei propri tartufi, all'imprenditore ( commerciante di tartufi) senza alcun obbligo fiscale! E' l'imprenditore che deve effettuare l'autofattura e l'Iva (che non paga il tartufaio) la deve pagare lui allo Stato, infatti questa non è detraibile! Esempio: il tartufaio occasionale o dilettante vende al commerciante di tartufi e incassa 100 euro per un kg , lui non deve emettere nulla salvo che non sia un tartufaio professionista e cioè colui che è munito di partita IVA. Il commerciante deve auto fatturare, 100 euro+ 20% di IVA = 120. Il commerciante poi mette il proprio ricarico, ad esempio 80 euro, quindi vende a 200+Iva=240 In pratica il commerciante delle 240 incassate deve allo Stato 20 euro di Iva di acquisto+40 euro di Iva di vendita= 60 euro totale di Iva, gli rimangono 80 euro di ricavo ma questi gli vengono ulteriormente tassati al 33% o % superiore. Questo è il primo passaggio-tartufaio commerciante, pensa se il commerciante poi rivende e l'acquirente se non è il consumatore finale ma un negozio...questi deve rimettere il ricarico e L'iva per la vendita, in pratica il prezzo diventa altissimo! Per questo motivo tanti commercianti che vorrebbero rispettare le leggi si vedono costretti a fare tutto in nero perchè in caso contrario i loro prezzi non sarebbero concorrenziali e non venderebbero un "Tuber" visto che ci sono loro colleghi che non autofatturano e non pagano le tasse!
Dimenticavo....nell'autofattura il commerciante non è obbligato a indicare i dati del cedente, in pratica il tartufaio rimane sconosciuto allo Stato...tanto le tasse le dovrebbe pagare l'imprenditore!!!
Admin |
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| Re: Con o senza scontrino!! |
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Gentilmente qualcuno potrebbe fare maggiore chiarezza sulla definizione di ricercatore occasionale o dilettante?A me pare daver letto che un tartufaio che cerchi anche per brevi periodi ma che si ripetino negli anni con cessioni e vendita ripetuti ricadi visti i complicati articoli e decreti,già nella categoria ricercatore professionista.Se si il tartufaio ricercatore deve munirsi se ne è sprovvisto di partita iva?O soltanto essere segnalato in autofattura e versare iva più imponibili nella dichiarazione dei redditi?Se nel caso sono munito di partita iva per qualsiasi attività e inizio la ricerca occasionale risulto eventualmente per il fisco ricercatore professionista automaticamente?Alcuni ritengono che il pagamento della tassa regionale abiliti appunto all'attività professionale della ricerca senza altri obblighi fiscali se si .........no itartufi a commercianti che dovrebbero però produrre autofattura.Se questo è giusto sarebbe meglio l'obbligo dell'emissione dell'autofattura nominativa per mantenere la rintracciabilità senza obblighi per i tartufai se non di conservarle o presentarle in denuncia senza oneriMaquesto è fattibile a mio avviso se si diminuiscono gli oneri a carico dei commercianti.Infine per chi ha una partita iva per attività agricola o coltivatore diretto e raccoglie tartufi sui suoi fondi svolgendo su questi altresì interventi agrari per incrementare la produttività, mi pare possa vendere al pubblico calcolando e versando l'iva del 20%,ma forse l'aliquota dell'imponibile irpef non è dovuta in quanto rientra nel reddito agrario dei terreni,;Queta sembra essere una possibile interpretazione o no,in riferimento di tutti i decreti passati ,e non soltanto "dell'articolo 109"che pare non contempli con precisione tutte le casistiche?Grazie
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| Re: Con o senza scontrino!! |
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| Volevo solo fare piu chiarezza sul tesserino regionale.Il mio dubbio è: visto che viene di solito(es.Piemonte)vidimato annualmente,chi lo possiede come fa ad essere occasionale,infatti la ricerca diviene una costante ripetuta negli anni,passa come professione abituale.Immagino quindi che chi ha tale tesserino può anche vendere al pubblico nel rispetto delle norme igieniche e di presentazione merce.Ma dal punto di vista fiscale deve essere munito di partita iva?o,e, utililizzare che tipo di documento?In più essendo professionista ricercatore ,non potrebbe cedere il prodotto al commerciante senza ricevere l'autofattara o adirittura produrla lui.So benissimo che ritorno sui vecchi problemi,ma una giusta legge dovrebbe mettere in chiaro tutta la catena del tartufo permettendo rintracciabilità,e non essere onerosa fiscalmente già dal tartufaio,tutelando così sia l'ambiente vasto del tartufo e l'intero passaggio commerciale.Es.iva eimponibili di base tipo 3 ,5 ,7% alla fonte e aliquote progressive in funzione del reddito che deriva indifferentemente dalle altre attività che non dovrebbero coinvolgere le aliquote dei ricercatori.Es il medico cercatore paga sul tartufo tolto come il pensionato, operaio ecc.
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