Ciao Angelo2, questo è il mio pensiero:
La legge sul commercio ora divide in soli due settori l'abilitazione e precisamente:
Generi non alimentari;
Generi alimentari.
In pratica il tartufo rientra nei generi alimentari pertanto......... ottenuto l'abilitazione alla vendita, l'iscrizione al REC e la partita Iva, il conduttore di un fondo può vendere i tartufi da lui raccolti, logicamente emettendo fattura di vendita inclusa di Iva al 20%, sui ricavi, se non si porta nulla in detrazione, ad esempio spese di manutenzione dell'impianto, ecc ecc, dovrà pagare allo Stato l' aliquota di tasse prevista in base al reddito.
Di fatto, prima della finanziaria di cui all'articolo 109, i commercianti di tartufi erano in difficoltà per dimostrare la provenienza dei tuber che tenevano nelle celle frigo, infatti in caso di controlli questi non avevano alcuna documentazione fiscale perche i cavatori non potevano emetterla.
L'escamotage utilizzata era di creare cooperative di tartuficoltori ( impianti inesistenti) e produrre documentazione fiscale a copertuta dei tartufi acquistati dai cavatori.
Logicamente le tasse che le cooperative di nome, ma non di fatto, se ne faceva carico il commerciante all'ingrosso di tartufi.
Quanto previsto dalla finanziaria con l'art, 109 è la conseguenza alle pressioni dei commercianti di tartufi per avere una soluzione più tranquilla per
il loro commercio, di fatto ora gli è permesso autofatturare i tartufi acquistati dai tartufai occasionali o dilettanti senza inventarsi escamotage rischiose.
Logicamente pochi autofatturano perchè, essendo l'iva dell'autofattura non detraibile e, mettendo il ricarico e l Iva di vendita, i tartufi avrebbero un prezzo molto più alto dei loro colleghi che fanno tutto al nero.
In pratica una concorrenza sleale, ciò comporta, se vogliono campare, di acquistare al nero e vendere al nero per quanto possibile, con tutti i rischi di cui si assumono le responsabilità, purtroppo non hanno altra scelta, la matematica non è un'opinione!
Tornando al discorso dei prodotti agricoli, io so per sentito dire, che i coltivatori contadini che fanno i mercati vendendo i loro raccolti, insalata, pomodori, melanzane ecc ecc, a......... regime speciale per la vendita e le tasse da pagare per tali prodotti, non possono vendere tartufi freschi, salvo che non siano muniti di partita Iva, acquistare i tartufi e rivenderli, oppure autofatturare i tartufi e fatturarne la vendita al 20% di Iva se raccolti nel loro fondo.
Ecco perchè nei precedenti post intendevo che i tartufi non rientrando nelle aliquote speciali ma neanche nei prodotti agricoli che i contadini possono vendere, usufruendo delle agevolazioni di legge... " NON RIENTRANO NEI PRODOTTI AGRICOLI" .
Logicamente ciò è improprio ma di fatto sembra essere così! se non può essere venduto come l'insalata del proprio campo e se la vendita è condizionata dall'autofattura o dalla fattura + IVA, il tartufo, a mio parere non può essere chiamato PRODOTTO AGRICOLO.
Forse mi sbaglio, se c'è qualcuno in grado di illuminarci si faccia avanti!
L'argomento è d'interesse comune e di non poca rilevanza!
A presto.