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Nuovo messaggio 26/07/2007 2.14
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Re: Con o senza scontrino!! 
Modificato Da 1405228@aruba.it  in 28/08/2009 23.24.14)

grazie tuber,

Quindi un conduttore di un fondo dove esiste una tartufaia naturale o coltivata di sua proprietà potrebbe vendere i tartufi raccolti da lui sul fondo a chiunque  portando in denuncia il ricavato e versando l'iva del 20%.Come imposta sul reddito, trattandosi di prodotto(perlomeno spontaneo) del fondo condotto nella pratica agricola non dovrebbe rientrare nel reddito agrario del fondo stesso?Ci sono o ci sono stati articoli o decreti che includono per la sua natura la coltivazione dei tartufi come attività agricola quindi soggetta a imposte sui redditi di natura di reddito agrario..... chissà.gentilmente ciao

 
Nuovo messaggio 26/07/2007 21.36
L'Utente non è in linea 1405228@aruba.it
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Re: Con o senza scontrino!! 
Modificato Da 1405228@aruba.it  in 28/08/2009 23.24.43)

Ciao Angelo2, questo è il mio pensiero:

La legge sul commercio ora divide in soli due settori l'abilitazione e precisamente:

Generi non alimentari;

Generi alimentari.

In pratica il tartufo rientra nei generi alimentari pertanto......... ottenuto l'abilitazione alla vendita,  l'iscrizione al REC e la partita Iva, il conduttore di un fondo può vendere i tartufi da lui raccolti, logicamente emettendo fattura di vendita inclusa di Iva al 20%, sui ricavi, se non si porta nulla in detrazione, ad esempio spese di manutenzione dell'impianto, ecc ecc, dovrà pagare allo Stato l' aliquota di tasse prevista in base al reddito.

Di fatto, prima della finanziaria di cui all'articolo 109, i commercianti di tartufi erano in difficoltà per dimostrare la provenienza dei tuber che tenevano nelle celle frigo, infatti in caso di controlli questi non avevano alcuna documentazione fiscale perche i cavatori non potevano emetterla.

L'escamotage utilizzata era di creare cooperative di tartuficoltori ( impianti inesistenti) e produrre documentazione fiscale a copertuta dei tartufi acquistati dai cavatori.

Logicamente le tasse che le cooperative di nome, ma non di fatto, se ne faceva carico il commerciante all'ingrosso di tartufi.

Quanto previsto dalla finanziaria con l'art, 109 è la conseguenza alle pressioni dei commercianti di tartufi per avere una soluzione più tranquilla per

 il loro commercio, di fatto ora gli è permesso autofatturare i tartufi acquistati dai tartufai occasionali o dilettanti senza inventarsi escamotage rischiose.

Logicamente pochi autofatturano perchè, essendo l'iva dell'autofattura non detraibile e, mettendo il ricarico e l Iva di vendita, i tartufi avrebbero un prezzo molto più alto dei loro colleghi che fanno tutto al nero.

In pratica una concorrenza sleale, ciò comporta, se vogliono campare, di acquistare al nero e vendere al nero per quanto possibile, con tutti i rischi di cui si assumono le responsabilità, purtroppo non hanno altra scelta, la matematica non è un'opinione!

Tornando al discorso dei prodotti agricoli, io so per sentito dire, che i coltivatori contadini che fanno i mercati vendendo i loro raccolti, insalata, pomodori, melanzane ecc ecc, a.........  regime speciale per la vendita e le tasse da pagare per  tali prodotti,  non possono vendere tartufi freschi, salvo che non siano muniti di partita Iva, acquistare i tartufi e rivenderli, oppure autofatturare i tartufi e fatturarne la vendita al 20% di Iva se raccolti nel loro fondo.

Ecco perchè nei precedenti post intendevo che i tartufi non rientrando nelle aliquote speciali ma neanche nei prodotti agricoli che i contadini possono vendere, usufruendo delle agevolazioni di legge...  " NON RIENTRANO NEI PRODOTTI AGRICOLI" .

Logicamente ciò è improprio ma di fatto sembra essere così! se non può essere venduto come l'insalata del proprio campo e se la vendita è condizionata dall'autofattura o dalla fattura + IVA, il tartufo, a mio parere non può essere chiamato PRODOTTO AGRICOLO.

Forse mi sbaglio, se c'è qualcuno in grado di illuminarci si faccia avanti!

L'argomento è d'interesse comune e di non poca rilevanza!

A presto.


Admin
 
Nuovo messaggio 27/07/2007 16.28
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Re: Con o senza scontrino!! 
Modificato Da 1405228@aruba.it  in 28/08/2009 23.25.40)

Salve.

Sembra essere proprio un commercio impossibile,per risolvere il nero credo in futuro i legislatori dovranno ancora e non poco modificare o fare questa legge rendendo il commercio giustamente umanamente possibile.

Per il fatto di autofatturare il raccolto del proprio fondo dopo essere obbligatoriamente(per farlo)diventato commerciante quindi autocaricarsi l'iva d'aqquisto poi vendere e fatturare dinuovo...mi pare esagerato.é sicuramente un interpretazione drastica e imprecisa.Infatti il conduttore la partita iva come imprenditore l'ha già,per male che sia al massimo può dichiarare la provenienza dei tartufi dai fondi da lui coltivati registrare i ricavi specificando la natura di questi(per vendita tartufi provenienti dai terreni aziendali)verserà l'iva del 20%più le aliquote imp. sui redditi relative alla voce altri redditi.E si mangia mezzo il valore.Ma questo tartufo dovrebbe vista che ne è più che bene segnalata la provenienza(rintracciabilità)essere inteso come in questo caso come frutto anche spontaneo dell'attività atta a produrlo o favorirlo o salvaguardarlo.Ecco xchè come reddito dovrebbe essere incluso nel reddito agrario,cosa che era già stata studiata e interpretata dai dottori in materie fiscali in passato e divulgate in molti trattati.

 
Nuovo messaggio 29/08/2007 19.38
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Re: Con o senza scontrino!! 
Modificato Da 1405228@aruba.it  in 28/08/2009 23.25.12)
 .Mi correggo :La realtà sembra essere questa.Chi coltiva tartufi in qualsiasi titolo svolge attività agricola(pratiche colturali)paga l'iva del 20%(causa esclusione tab A)ma il reddito rientra nel reddito agrario,Il riquadro L (altri redditi o redditi diversi) in questo caso non centra nulla,..L'articolo 109 e il carico iva dell'autofattura riguarda le sole attività commerciali.
 
Nuovo messaggio 05/02/2009 1.08
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Re: Con o senza scontrino!! 
Modificato Da 1405228@aruba.it  in 28/08/2009 23.26.11)
Volevo se possibile parlare a riguardo dei cercatori con tesserino che cercano tartufi dove da questo ammesso e cedono agli operatori commerciali in riferimento all'art.109 quando dice "dai raccoglitori non muniti di partita iva"(apposita x il commercio dei tartufi)Infatti come ben diceva tuber se non sbaglio nessuno può fare due lavori es il medico  professionista con la partita iva e il commerciante.Quindi questi cedono senza obblighi contabili ai commercianti come da art109specificato.,Ma se un agricoltore li trova  a......... il tesserino di raccolta come tutti nei suoli consentiti si deve considerare con la sua partita iva come tutti gli altri delle varie professioni impreditoriali, Questo è palese.Quindi è il commerciante o ristoratore che autofattura.CI mancherebbe che un contadino che fa fragole o mele o legna e col tesserino in regola debba fatturare lui al commerciante!!Poi c'è il caso DEL TARTUFICOLTORE che si RISERVA nei suoi appezzamenti riconosciuti la raccolta e visto che ci lavora può decidersi (PUO' ) a contabilizzare in specifica partita Agricola i costi e ricavi delle eventuali vendite anche a privati e versare l'IVA (aliquota 20%causa escusione tabella A)..sempre se deve versarla ....le sfacettature ognuno se le documenti da se . Mi scuso per i casini precedenti ci sarebbero ancora altri casi da valutare per i raccoglitori ma non è il mio compito credo.Ho cercato delle fonti competenti per le giuste interpretazioni.L'articolo 109 quindi è abbastanza risolutivo dei problemi dei cercatori in certi sensi...Purtroppo restano  x chi commercia le tasse  troppo elevate creando i presunti e già detti problemi vecchi e nuovi.
 
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